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Chiara

Almeno credo...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni.
June 24

24 giugno 2009

…E alla fine…eccoci qua.

A buttar giù qualche parola in questa notte (o sera) prima degli esami.

Con i dubbi, con le paranoie, con mille pensieri, con la consapevolezza che in qualche modo questi esami vanno affrontati.

Giorni di studio frenetico. Giorni di stanchezza e di occhiaie.

Questa notte è ancora nostra.

Ma Venditti aveva Claudia...

…Io la luna la vedo strana da un po’. E stasera quell’ “in bocca al lupo” l’avrei voluto. Non mi avrebbe tranquillizzata, non avrebbe cambiato niente. Ma l’avrei voluto. Ma mi ripeto anche che è meglio così. Son solo malinconie. Sono pensieri come quando fuori piove.

E’ un po’ come l’autoconvinzione che se impiego tutto il cervello che ho (e magari anche con l’intercessione di qualche Santo) ce la posso fare. XD

…Ok, in realtà sono terrorizzata. Ma domani mattina farò un respirone e qualcosa scriverò. Per me, per tutte quelle cose che non sono andate come volevo, per questi 5 anni in cui forse “avrei potuto fare di più”, per quelle persone che spero di lasciarmi alle spalle per sempre…per la mamma che ha sopportato ogni smattata, ogni pianto, ogni urla, come solo una mamma può fare, e per tutti quelli che un pensiero me l’hanno rivolto. Grazie Cuore rosso

 

Venditti, una tazza di camomilla, un libro di matematica…e la mia notte prima degli esami.

 

Se l’amore è amore…se l’amore è amore…

 

June 22

Meno tre.

Non voglio più un sogno. Voglio la vita reale.

 

“Hai visto? Io sono ibernato e tu sei morta…e ti amo…”

 

“…È un problema?”

 

“Ti ho perso salendo su quell’auto…mi dispiace…ti ricordi cosa mi hai detto una volta?

Ogni minuto che passa è un occasione per rivoluzionare tutto completamente.

Ti ritroverò ancora…

Ti rivedrò in un’altra vita…quando saremo tutti e due gatti.”

 

[Vanilla Sky]

 

 

L’intera libreria scolastica sparsa per casa, un fiume di lacrime creato sul tavolo di cucina in preda a una crisi di panico, la convinzione che lascerò quel compito bianco e farò una figura di merda enorme, gli Zero Assoluto a palla, la pioggia a giugno, il cervello che mi sta ufficialmente abbandonando, la nostalgia…e il 25.

Meno tre.

 

E probabilmente questo non c’entrava nulla.

June 13

...Alla mia V° D... :-( ... :-)

“…Quando l'ultimo giorno di scuola, dell'ultimo anno di liceo suona la campanella dell'ultima ora, tu sei convinto che quello sia l'ultimo secondo della tua adolescenza. Senti il bisogno di sottolineare l'evento con una frase storica tipo: "Che la forza sia con noi" oppure "Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!".

 

…Quando l’ultimo giorno di scuola, dell’ultimo anno di liceo, suona la campanella dell’ultima ora…ti guardi intorno…quei diciassette volti, quei diciassette “compagni di viaggio” che hanno percorso insieme a te, ogni giorno, cinque anni della tua vita. Quel cancello che hai varcato ogni mattina. Quelle scale che hai salito sempre con poca voglia. Quell’ “ospedale verde”...E soprattutto, quelle quattro mura.

…Perché dentro quelle quattro mura abbiamo riso, pianto, scherzato, litigato, frainteso, sperato, vissuto momenti indimenticabili e altri terribili…E siamo cambiati e cresciuti tanto. Perché oggi, nonostante tutto, dentro quelle quattro mura, lascio un pezzo di cuore.

 

GRAZIE Va D

 

Laura, Greta, Chiara, Chiara, Andre, Leo, Tommy, Italia, Gilda, Ester, Giulia, Giuditta, Bea, Ludo, Kia, Ripa, Betta, Sara.

 

 

 

…E una piccola disparità concedetemela…

Un GRAZIE, di quelli detti con il cuore in mano alla CURVA SUD…Alla Gilda, la Betta, la Bea, la Kia e Gre

 

…Per le nostre cazzate, per ogni volta che avete asciugato le mie lacrime, che mi siete state vicine, che mi avete fatto piangere dal ridere, per tutto quello che abbiamo passato insieme, dentro e fuori da scuola, per i pomeriggi  di studio e per il vostro immenso aiuto…

…Perché avete reso questi cinque anni indimenticabili.

 

Non vi dimenticherò mai.

 

May 19

. . . . .

Un mese agli esami. E io ho dei vuoti enormi. E quelli più grossi son quelli che nemmeno i libri di scuola possono riempire.

“Ce l’hanno fatta tutti”. Sì ok, peccato che io non sono “tutti”.

Sono ufficialmente terrorizzata dalla figura di merda grandissima che andrò a fare.

Quindi su Chiara, ritrova la tua testolina che è finita in qualche angolo di mondo, e mettiti a studiare.

E non ci pensare più. Non pensare più a niente. Che non è il male né la botta, ma purtroppo il livido. Spariamoci in vena, Ligabue.

 

Le 11 passate, la camomilla, il libro di storia che dovrei leggere, una pagina bianca dal titolo "tesina", i Secondhand Serenade…

...e questa pagina bianca che è più silenziosa di me.

E io…che boh…vorrei buttare giù righe e righe…e invece sono bloccata qui.

Dio quanto mi sento…cogliona. E non riesco a pensare ad altro.

Staccatemi la spina dei pensieri per piacere. Lasciate attaccata solo quella dello studio, perché per forza di cose, quella adesso mi serve.

 

Succede sempre a Maggio.

…Io lo odio questo mese. Lo odio. Lo odio con tutta me stessa.

 

Ho bisogno dei tavolini del Vegas, di sedermi e magari di non parlare. Ma ho bisogno di uscire da casa mia e di stare con LORO.

 

Maggio…Ma vatteneaffanculo. Ma proprio di cuore.

 

 

_And I'm tired of being all alone, and this solitary moment makes me want to come back home…
I know everything you wanted isn't anything you have_

April 30

Aprile

Un libro finito sul comodino,

qualche foto in più sulla parete di camera,

una cinquantina di caffè buttati giù,

un centinaio di integrali calcolati con la consapevolezza della loro totale inutilità,

una scrivania che implora pietà e prega di essere riordinata,

una promessa sfumata,

un regalo che non ho comprato,

qualche riga su un foglio bianco chiuso in un cassetto dal quale non uscirà,

una delusione che non vuole andar giù,

l’attesa di una spiegazione,

una chiamata senza risposta,

un abbraccio silenzioso,

poche ore di sonno,

sentirsi nuovamente piccola e fragile,

la teoria delle associazioni libere di Freud,

Firenze con il sole,

un sorriso,

qualche lacrima ricacciata giù,

una canzone nella testa che non vuol più andare via,

l’attesa di qualcuno,

55 giorni agli esami e una paura tremenda.

 

…Sperando che Maggio riporti un po’ di sole.

... :-)

April 10

Tutto qui.

_Tra sogni e lacrime mi muoverò,

ho voglia di crescere ancora un po’

Non c’è sgomento,

abituato alla realtà,

ti vengo incontro qualunque sia la verità

i.o.s.o.n.o.q.u.a.

 

 

 

_Piuttosto torna fango, sì ma torna.

 

 

…Che l’unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stasera è una di quelle serate senza un perché.

Non pretendo di essere capita.

 

 

March 22

...Marzo... :)

Marzo. Che per quanto strano sia, uno dei mesi che per definizione e senza un motivo ben preciso, mi è sempre piaciuto poco, si è rivelato un mese di piacevoli sorprese inaspettate.Sorriso

Marzo e il mese delle donne. Marzo e i 20 anni di Celeste. Marzo e il profumo di primavera. Marzo e i pensieri sull’università. Marzo e solo altri 4 mesi da affrontare. Marzo e Berlino…che la porterò nel cuore. Con i suoi palazzi moderni, con il suo freddo micidiale, con la sciarpa di lana, e con tutti loro. Perché potessi quella scuola che ha rovinato gli ultimi cinque anni della mia vita, la brucerei. Ma loro le tengo strette a me. La mia “curva sud”. Noi che litighiamo, noi che ridiamo come pazze, noi che l’8 in condotta s’è rischiato di brutto XD! Loro che mi mancheranno da morire il prossimo anno. E anche tutti gli altri. Perché nel bene e nel male…sono stati 5 anni. E perché mi è quasi cascata una lacrima su quel pulman di ritorno a Montevarchi.

...Marzo e noi ti staremo vicine. Anche se forse, non siamo più quelle di una volta. Anche se il tempo è passato. Anche se ci siamo "divise". Ma non sei sola, e non lo sarai. E quel sorriso tornerà. E sono sicura che sarà di gran lunga migliore di quello passato.

 

...E poi...Marzo e i buongiorno che strappano il sorriso. Alla gran faccia dei sogni alla “Vanilla Sky” Sorriso.

 

...Marzo e…nulla. Sorriso 

 

...Buon inizio primavera!

January 26

A parte il fatto...

...che l ’esaurimento nervoso si sta lentamente impossessando di me, che passo tre quarti della mia giornata a studiare, che è SOLO Gennaio e devo arrivare a Luglio, che mi domando per quale concezione quella scuola è stata dipinta di verde visto che a me piuttosto che l’effetto rilassamento mi causa quello contrario, che se "la derivata di una funzione f(x) si definisce come il limite del rapporto incrementale" a me non importa un’emerita minchia, e ancor meno in previsione della mia vita futura.

...che odio la fase premestruale, che vago per casa come un’anima in pena piegata in due dal mal di pancia e sfoggiando la versione più sexy di me consistente in pigiama, capello tirato su, faccia bianca e occhiaie, che dovrei usare la “tecnica Gilda”: “Quando ti senti giù, truccati, guardati allo specchio e ammira quanto sei gnocca!” (più o meno era così,no?), che la Ceccherini è una gran maiala, e che spero che lei, i suoi disegni tecnici, e il suo libro di storia dell’arte brucino all’inferno per l’eternità (ma questo è tutto un argomento a parte).

...che esco di casa con l’intento di andare a fare due fotocopie e non perdere troppo tempo, e invece mi ritrovo davanti Andrea+l’amico nonsochi che mi fa il resoconto di tutta la sua vita milanese degli ultimi 20 giorni con annessa descrizione dettagliata della partita dell’Inter. E io vorrei insultarlo pesantemente, ma mi limito piuttosto a ridere come una matta.

...che mi dirigo verso la cartoleria per fare le fotocopie, e naturalmente la fotocopiatrice è rotta, che allora vado a bussare all’ufficio dal babbo e lui, guardandomi con tutto l’amore paterno del mondo, mi dice “In confronto a te un babbuino incazzato avrebbe una faccia meno scazzata” e mi propone di andare a prendere un caffè, che mi brucio tutto il palato perché il caffè è bollente, che sono questi i momenti in cui avrei bisogno di un abbraccio e invece non sono neanche libera di andarmelo a prendere (ma anche questa è un’altra storia), che se Cele non avesse avuto l’esame di quellarobaastrusaacuinonsodareunnome, le sarei piombata in casa a sfasciarmi di seghe mentali causa "fase autolesionismo acuto", ma dato che anch’io devo ancora finire di studiare non mi pareva il caso. E che stasera per finire in bellezza c’ho anche la riunione.

…Ma a parte questo, per la legge di Murphy “Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.”, direi quasi che è stata un’ottima giornata.

 

XD

 

Baciiiiiiniii

January 11

11 Gennaio

...Una giornata a Firenze...le 4 di Verona...Entrare in tutti i negozi possibili e immaginabili...Con Elena che vuol comprare tutto e fermarsi a vedere tutti gli stivali esistenti sulla faccia della terra...Cele che svaligerebbe Calzedonia...Veri che ha le gambe perfette (e non a caso è "la donna perfetta" Sorriso)...
Ridere, spettegolare, pensare a quanto è bella questa città...anche con tutta la sua malinconia.
Un gelato cioccolato e menta, una canzone in testa, il freddo che con loro diventa piacevole e più sopportabile...
...Stare bene e sentirsi davvero leggeri. Provare quella piacevole sensazione di trovarsi in mezzo a angeli a cui puoi davvero dire tutto...Anche raccontare quei "film" surreali in "stile Ginori"! :D ...Trovarsi perfettamente a proprio agio così come si è.
...Anche se quel cappuccino da portar via, e in perfetto stile inglese, lo prendo solo con loro. Anche se scrivo sul contenitore "Veri,Ele,Celi,Chiari 11/01/09", e lo metto sopra la mensola. Anche se su quel cappuccino mi piace immaginarmi una storia diversa.
Tornare a casa e trovare il regalino di Vale, Cry, e il Mammu. Leggere il bigliettino. Mettere quel gufetto sopra il cuscino, e sorridere. Siete voi quelle speciali...E il Mammu...lo odio anch'io XD...ma scherzo sempre, ovviamente! :) 
Provarsi la camicia che ha comprato la mamma perchè ha avuto "slanci di affetto", mettere sopra il golfino. Guardarsi allo specchio..E pensare che, ok, non ho le gambe di Veri, sono solo un misero metro e sessanta, non sono bionda e non ho gli occhi azzurri...ma modestamente sto proprio bene. Alla gran faccia di chi mi vo' male! :D
...E sì..la scuola, lo studio, la fatica, la convivenza forzata, qualche punta di acidità e amarezza, la quinta che non vedo l'ora che finisca, e il futuro che fa un pò paura, la malinconia e i sogni che mi porto dietro...
...ma non c'è niente che non va.
...Sorridere. Oggi sto bene. :)
January 03

...D i c i a n n o v e...

 
...Grazie....
 
A chi non manca mai,
A chi si ricorda anche a distanza di anni,
A chi c'è solo per circostanza...ma c'è comunque e fa sempre piacere,
A chi ha fatto parte di questi "ultimi" anni,
A chi ci sarà,
A chi non ne fa più parte...ma un sorriso lo ruba lo stesso.
 
...Senza di voi non sarei la stessa.
 
Vi voglio bene.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E rubo quello che hai scritto sul tuo blog. Non per egocentrismo. Non per lusingarmi. Ma perchè l'hai scritto TE. Che mi conosci così bene. Che sai stringermi forte anche a distanza. Ti voglio immensamente bene.

 

...sfumature di grigio...

...un filo di matita sotto gli occhi e il mascara che non può mancare...

...quell'aria da ragazza un po' donna un po' bambina...

...tanta malinconia, ma tanta quanto basta per avere quell'aria la...

...e da oggi anche 19 anni...

...ti voglio bene, sembra tutto tanto scontato, ma lo sai cosa penso, sei così, ed è strano pure a dirlo, sei così come mi immagino, come se ci avessero messo la stessa batteria, siamo così uguali che non ci assomigliamo neanche, ma le tue sensazioni, sono le mie, quando ti parlo è come se parlassi con me stessa, non ho segreti con te, e non mi sono mai stupita di questo...

 
December 29

Del 2008 ricorderò...

 

...il 3 gennaio e i miei 18 anni. Il telefono che sembrava impazzire da quanti messaggi stavano arrivando nello stesso momento. Gli auguri dalle persone più improbabili. La lettera della mamma. E tutta la mia vita intorno a me.

La prima vacanza da sola.

Prendere la macchina e andare senza meta con sulla testa un po’ di sole, ed in bocca una canzone

I gelati al gelatieri con persone diverse, ma sempre capaci di regalarmi un sorriso.

Il lettone giù nel fondo, la chitarra, e cantare.

Il primo concerto del Liga, quell’emozione forte, il “niente paura. Ci pensa la vita,mi han detto così.”

Quelle corse e “il tempo di vestirmi e sono da te!” …solo per il gusto di farlo.

La curva sud sempre presente.

Il balcone che mi è mancato così tanto, ma che è sempre nel cuore.

Il calore di quegli abbracci, quando non sono servite altre parole.

La punto, il lampione, noi e Dio.

Le telefonate interminabili, guardare il cielo e sentirsi “leggeri”…perché quella canzone…ritorna sempre.

Le cene a casa delle amiche, il fuoco del camino di Veri, il tavolo troppo alto di casa Gironi.

Verona, la città dell’amore, e 4 donne meravigliose.

 

...Ricorderò anche quelle parole pesanti, dette forse senza pensare,

perché mi è rimasto ancora un cuore per giustificare. E un pò d'amarezza.

La ricerca di un perché, che alla fine…è meglio non sapere.

Quel piangere ubriaca in mezzo a Barcellona.Ma anche quelle persone accanto a me che mi hanno stretta a loro e asciugato le lacrime.

Quel sentirsi crollare il mondo addosso e ripiegarsi su se stessi sperando di sentire meno male.

 

…E non ne voglio scrivere più. Lascio così. La lista delle cose belle più lunga. Perché…voglio credere così. E perché...il bello e il brutto di questo anno lo voglio tenere anche un po’ per me.

“Anno bisesto, anno funesto.” Mi ha detto il nonno per telefono. E io…spero in un 2009 migliore. E anche un po’ nuovo.

 

Ieri a Firenze con il babbo. Perché lo volevamo fare da un po’. Voleva andare a tutti i costi a Milano. Poi ha pensato Roma. E alla fine siamo caduti lì, alla solita Firenze. Camminando nel freddo, con la sciarpa verde al collo, le mani gelate, fermarsi ad ogni vetrina e domandarsi a chi mai venderanno quei vestiti. Entrare in quel bar che ci piace tanto, dove fanno la cioccolata più buona del mondo. E infine alla Feltrinelli e passarci dentro un’ora, perché “fuori fa troppo freddo” e perché quello è il mio mondo. E anche un po’ quello del babbo.

 

Girovagare tra i binari, aspettando il treno.

Un eurostar. Lui. Lei. Fantasticare sulle loro vite. Lui che la guarda in quel modo. E quel treno che se la porta via. E lascia lui sul binario, con il sapore di un bacio.

Una famiglia, tre bambini, le valige. Forse tornano a casa, lontani dalla nebbia, al sole del sud.

Una tizia strana, con dei ciuffi viola, una sciarpa a righe verdi e nere, il trucco pesante, e una borsa grande a tracolla, con tante spille attaccate sopra. “Alla ricerca del suo posto nel mondo”.

E il binario 5. “Si sale su questo treno, si scende all’ultima fermata, e poi se ne prende un altro e si torna indietro?Così, tanto per fare…tanto il treno non si paga!” . E lui sale davvero. E io che urlo di scendere perché se il treno parte sul serio cosa racconto alla mamma?

E il binario 13, il nostro. Le stazioni le amo. Perché sono la mia infanzia. I miei pomeriggi passati a lavorare con il babbo, quando avevo 8 anni e mi aveva insegnato a stampare i biglietti San Giovanni-Firenze. E tutte le signore che appena gliene porgevo io, mi riempivano di complimenti…E perché mi piace pensare una stazione anche nel mio futuro. Un giorno lontana da qui. Forse. Anche se so che resterò qua.

“Quali sono i tuoi buoni propositi per l’anno nuovo?”

Mmm. Non rispettare nessun buon proposito. Come tutti gli anni, d’altra parte. Solo il fioretto. Perchè “siamo ragazze gentili e educate XD”…O forse un buon proposito ce l’avrei…Ma non lo posso dire. Altrimenti non lo rispetterei. :-)

Sperando in un 2009 migliore per tutti.

Buon anno.

December 24

Caro Babbo Natale...

 

24 dicembre. La vigilia di Natale. Sono giorni frenetici…i bambini e la loro recita, l’ospedale, la ricerca di qualche pensierino da regalare. Il freddo pungente, la sciarpa verde intorno al collo, quelle lucine blu che illuminano il corso, le pizze a casa Gironi, le chiacchiere con Cele (e Dio) sotto il nostro lampione, i cenini “curva sud” a casa della Betta, uscire ogni sera e guidare in mezzo alla nebbia per raggiungere tutti loro…Quando mi guardo intorno e li vedo tutti lì…ognuno con le proprie novità, o le con le solite storie da raccontare…Odore di freddo. Il babbo mi ha detto che sono matta, che non esiste l’odore di freddo. Eppure io lo sento. E un po’ di malinconia nell’aria. Quest’anno Natale senza i nonni. Lo possiamo a casa di Lidia e Sandro, con Giacomo e Martina. Vedo la mamma così felice, e allora mi dico di sforzarmi un po’ e di sorriderle. Natale è un “profumo” che solitamente noi non riusciamo a sentire. Forse perché stare intorno ad una tavola in 20 o più persone e rispondere a mille domande, ci è sempre mancato. D’altra parte sono più di 1000 km. E forse non è neanche tutta colpa di quelli.

Sì, Babbo Natale, sono una lagna, lo so. Vado giù e accendo l’albero! :)

Poi penso alla strada Montevarchi-San Giovanni, con Elena che guida come una pazza cantando a squarciagola le canzoni di Vasco…la cioccolata di ieri sera e tutti presenti…le parole di Leonardo scritte in quella letterina…una sorpresa inaspettata…E ringrazio Babbo Natale…perché mi ha regalato loro, che sono la mia “coperta” morbida e calda.

...Anche se...mi aspettavo un sorriso, due occhi, e una promessa mantenuta. Perché ammetto…che un pochino ci avevo creduto. E perché…avevo voglia di raccontarmi una bugia e di non “essere sincera”. E va bene, va bene, va bene così, canterebbe Vasco in macchina di Elena.

Fra 10 giorni sono anche 19 anni…I numeri dispari mi “spaventano”. Come due anni fa mi “spaventarono” 17, e come mi “spaventeranno” 21… 19 e l’idea di sentirsi grande eppure così piccola.

E allora Babbo Natale…io una richiesta ce l’avrei…Forse è un po’ grossa, è vero…

Ma…me la porti “l’America”?

 

Buon Natale a tutti.

 

Chiari

December 22

...

 
 
 
...Ma l'  "America"...esiste davvero?
 
 
 
...Sei tossico sempre di cose che non sono tue...
...Può essere 'sabato' solo quando lo vuoi...
 
 
..Sogni d'oro.
December 17

...Quando...

Quando il freddo di questi giorni sembra entrare nelle ossa…

Prendere a pugni un uomo solo perché è stato un po’ scortese, sapendo che quel che brucia non son le offese.

A volte, permetto a maggio di tornare. Di far capolino anche nel freddo di dicembre.

Quando cerchi le risposte…e le risposte non arrivano. Quando sostenere una conversazione è troppo difficile, mentre chiudersi in se stessi è così semplice. Quando ti ritrovi ad affrontare quella botta: “Questa non sei te”. E la rabbia, perché la verità fa male. Asciugare quelle lacrime che cascano mentre guidi verso casa, perché far del male a loro è peggio che farlo a te stesso.

Quando leggi le parole scritte da lei che capisce sempre tutto senza che tu dica niente. Quando due occhi azzurri dicono “Ti vogliono tutti così bene…perché fai così?”. Quando due spalle grandi urlano “Ti allontani dalle persone che ti conoscono perché sai che capirebbero. Tu e la tua fottuta paura.” e poi ti stringono un po’. Quando quegli occhi hanno voglia di aprirsi e guardarsi intorno.

La preoccupazione di Cele e il suo affetto sempre così grande. Emy che c’è e c’è sempre stata per ridere, piangere, per le telefonate interminabili, per tutto. Andrea e il treno Milano-Firenze che ogni tanto me lo riporta indietro, lui che mi definisce donna e mi fa piangere, che è una delle amicizie più preziose che ho. Ste che mi trilla 100 volte su msn e si preoccupa se non gli rispondo. Lau che ha bisogno di parlare, ma che la domanda “e te come stai?” non manca mai. Carlotta che al momento di salutarsi mi guarda e dice “dai però esci più spesso con noi!”. Capire che il loro affetto c’è sempre nonostante la scuola, nonostante i percorsi diversi. Gilda che riempie le mie mattinate scolastiche, che allevia quelle 5 ore interminabili. La Bea che mi “psicanalizza”, che è la mia fonte di saggezza, che “ma per curiosità..te ieri cosa hai studiato?” “…Niente!!!” “Io lo sapevo che in te trovo sempre consolazione!”. La Kia che ascolta in silenzio, che cerca sempre di farmi ragionare. Leo con il suo affetto a volte soffocante, ma che è bello anche per questo. Sara e il suo femminismo convinto “io sono meglio di qualsiasi altro uomo!” e lo credo bene Sari…! Ele Ginori e quelle parole sul blog che commuovono…perché…ci sono passata anch’io.

E tutti gli altri che anche se non sono scritti, sono nel cuore.

E allora penso a loro e sorrido. Perché sono tutto quello che ho. E non c’è niente di meglio.

E mi ritrovo a pensare che in fondo…son proprio contenta di essere così. Al di là delle paranoie, dei “momenti no”. Di non essere,come dice Carlotta, una macchina. Anche se spesso ammetto che avrei voluto. Quando rifaccio quello squillo perché so che stare dall’altra parte con un telefono in mano ad aspettare non è piacevole. Quando sono una “cogliona” perché “dovresti dirglielo male così capirebbe invece che usare la gentilezza”. E anche quando riesco a essere una stronza senza pietà, perché nessuno è perfetto, e perché a me la perfezione annoia terribilmente. Quando le crocerossine stanno alla croce rossa, e non in via Rossini. Quando un sorriso amaro compare sulle labbra. Quando  sono così sdatta da non riuscire a ricambiare un abbraccio ed è silenzio d’imbarazzo. Quando arriverò in fondo a questo anno stringendo i denti, e il prossimo, quando incontrerò quelli per la strada, mi girerò con tutta la maleducazione possibile e farò finta di non aver visto. Quando non prometto la luna, ma prometto di esserci sempre, come loro fanno con me, ogni volta che avranno bisogno. Quando leggo e mi viene da sorridere, perché per pretendere una Donna bisogna prima imparare a essere Uomini. Quando vado all’ospedale e quella signora mi ringrazia 100 volte e si mette anche a piangere per un gesto da niente. E, casualità del destino, mi dice “ricorda sempre che quel che è dato è reso”. E torno a casa contenta. Perché ci sono quei giorni in cui sono terribilmente orgogliosa di essere “cogliona”.

 

…Quando ho scritto una paginata di scorrettezze grammaticali, e va benissimo così. Anche se non sono “sufficientemente coesa”  :)  !

December 11

“Cosa vuoi da bere?”

“Quello che hai purchè sia forte”.

“Torno tra un momento,cerco un argomento, recitare la mia parte…”

....Già…perché c’è sempre una parte da recitare.

 

 

Le anime in plexiglas stan dimostrando come si fa uno show.

 

 

 

 

…perché non ti lasci salvare da me?

…Nego il negabile, rido il possibile, curo il ricordo e mi scordo di me.

 

 

“Dopotutto, quante lacerazioni può sopportare un cuore prima che smetta di battere?

 

Finchè questo cuore non creperà di ruggine, di botte o di età.

 

 

Corse finite al mattino.

 

 

 

November 29

Fine novembre. Fine settimana.

 

Settimana di pioggia che batte sul vetro. Di freddo sotto le coperte. Di speranze. Di piccole gioie. Di attese. Di nervi fra quelle quattro mura che ormai fanno parte dei miei giorni.

Un po’ d’ansia scolastica, la voglia di non far niente invece di dover aprire il libro di letteratura, guardare qualche banco più in là e trovare le risate, le scemenze, la forza che mi spinge ogni giorno a entrare in quella 5 D…Il prossimo anno mi mancheranno da morire. So che un giorno, ripensando a quei banchi intorno a me, il mio cuore si stringerà un pochino…Una cena a casa Rossi…Gilda che cerca di capire, ma si perde perché “oh l’è peggio di Beautiful!io non ti sto più dietro!”, l’amarezza sfogata sull’arancino di Cuomo, le lacrime agli occhi per le risate, il cheese cake e la bontà della Betta, Greta e i commenti sulla mamma di Andrea..e la Kia “Ma è proprio cretina!”…e ridere come pazze sui ricordi di Gre dell’ultimo dell’anno…e “quello è proprio uno stronzo!”…perché spettegolare ci è sempre piaciuto!..Con quella pizza troppo grande i bicchieri di coha-hola…perché noi si va al risparmio, e preferiamo che la Betta butti fuori sua sorella piuttosto che andare in pizzeria! Le cene in casa Rouge mettono sempre di buonumore…

E Andre e Ste che sono tornati solo per una settimana…Andrea che ammette di essere un cretino, che inciampa e finisce per terra a causa di qualche bicchiere di troppo di “nonsocosa”…che si arrabbia se lo prendi in giro…e che in preda all’alcool mi fa quasi piangere… “Una nana come te non si dimentica nemmeno a 300 km!” …Ste che pensa a tirar su la mia autostima “se c’è qualcuno che perde qualcosa, quella non sei te…”, che sostiene che il sole esiste per tutti…e che poi si nasconde dietro gli alberi pur di non farsi vedere da lei! Siamo tutti un po’ strani!

Cele che mi rimprovera di non riuscire a prendermi neanche la libertà di arrabbiarmi, che mi chiama allegra e convincente, che scrive e mi fa piagnucolare come una scema.

Emy e le nostre telefonate interminabili… “siamo veramente le peggio!”…ridere, un po’ amareggiarsi, ricordare il passato con la determinazione di andare sempre avanti.

La Bea che pazientemente si accuccia al radiatore con me e ascolta minuti e minuti di paranoie senza mai lamentarsi…E lo fa perchè d’altraparte con me sta già facendo il tirocinio di psichiatria!

Leo che sta male e vuole che gli attacchi i miei bacilli sani, la Laura che sclera perché quando traduce la Bertini non si capisce mai nulla, il Gori che ormai è il mio taxista personale e che mi mette la musica tamarra “che mi piace tanto”.

E poi ci sono loro…Giuly, Cry, Lau, Carlotta, Vale…e ripenso a quelle giornate estive 24 ore insieme…e a ora che non riusciamo a vederci mai tutte insieme. Urge un cenino distruttivo.

E le telefonate con la Kia che mi racconta che studiando Manzoni ha notato CASUALMENTE che fra lui e sua moglie c’erano 7 anni di differenza! Stasera optiamo per un sabato sera tranquillo…con la Kia e Gre (“Ma si rimangia anche stasera la pizza?” “Vai vai!!!”)…un film melassoso e strappalacrime e i frollini con la nutella (ma quelli li lascio a loro perché io sono più fine XD)…

Eccola qua…tutta la mia settimana. E domenica? “Mi sa che non studio nemmeno domani!” :)

November 25

...

"...Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro.

Lei può scontrarsi con la vita.

Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro.

Perciò si lanci, accidenti a lei!"

 

[Il favoloso mondo di Amèlie]

November 21

In questi giorni d'autunno che ci prendono alle spalle.

Un golf a collo alto, le guance un po’ arrossate e gli occhi lucidi. Linee di febbre. Oggi va così. Un po’ spenta. Io sono anche questo. Sono anche un paio di occhi lucidi quando sono stanca. Quando arriva la sera e penso che neanche oggi ho studiato. Che quest’anno “c’è l’esame” e “non stiamo dando quanto è richiesto”. Quando mi infilo dentro la doccia e lascio che l’acqua calda affoghi i miei pensieri. E quando mi siedo davanti a una pagina bianca e provo a vuotarci dentro quei pensieri che non sono annegati sotto il getto d’acqua. Mi faccio sorprendere così. Spenta. Guardandomi allo specchio e pensando che quello è stato solo un brutto mese. Che quel mese non sta tornando, che è tutto a posto. E lo ripeto cento volte. Per paura di dimenticarlo.

…I film mentali che tutti ci costruiamo…e che a volte portiamo avanti con così tanta determinazione da dimenticarci che in fondo…è solo un film.

Passa quando ci si fa passare. E forse un giorno dirò che aveva ragione.

Ieri…L’abbraccio di Andrea dopo due mesi senza parlare. Per cosa poi? Ancora film. Domandarsi scusa e aggiustare un piccolo pezzettino di cuore. E riprendersi un amico, aggiornarsi sulla vita nella grande città, ritrovare un sorriso che un po’ mi era mancato.

Domani...i 18 anni di Leo…che c’è. C’è sempre.

Oggi…un’ora al telefono con Cele. E se domani non sei guarita, piombo a casa tua.

Un’ora dopo a fissare il soffitto sopra il mio letto. Rispondendomi che è solo “il giorno di dolore che uno ha”. Che un giorno è lecito. Me lo concedo. Sarà un po’ anche l’influenza che incalza..Un giorno non è un mese. Non è un anno. E fissando il soffitto ascolto quella canzone che “parla di me”, a detta della Bea. E un pochino forse è vero. Anche se a me, pensandoci, Dio mi ha già messa a vivere in compagnia delle anime più belle: …. “voi”.

E mi infilo sotto il piumone. Con le mani fredde e i calzini di lana.

Oggi non ho tempo. Oggi voglio stare spento.

Domani…fra un pò.

Dolce notte.

 

November 08

November rain..

Autunno. Pioviscola e fa freddo. Un altro finesettimana…

Giornate di studio senza sosta. E giornate di pensieri. Cercando di vedere il “quadro generale”…E pensavo…

Pensavo che ho passato così tanto tempo a sminuirmi che alla fine potrei quasi dire “hanno ragione”.

Pensavo che nonostante tutto, non lo dirò. Perché ho voglia di riaprire i cassetti e guardare cosa c’è dentro. Ho voglia di “togliere un po’ di polvere”.

Pensavo…che sono tranquilla. Pensavo e RI-pensavo…

Le lacrime, il bisogno di un abbraccio che troppo spesso tardava ad arrivare, frasi lasciate a mezz’aria, pianti asciugati su spalle probabilmente più bisognose di me…e tanta confusione.

Momento sbagliato? No. Io non ci credo più al “momento sbagliato”. Credo che esistono momenti e persone. Giuste o sbagliate.

Perché sto parlando di questo? Perché sto imparando a non chiudere più tutto dentro ai cassetti. A forza di riempirli, non si chiudono più. Ogni tanto c’è bisogno di rimettere in ordine. E capire che per tutto questo, in quell’ottica, non c’è posto. E probabilmente non ce n’è mai stato. E perché stasera…sono in vena di monologhi. :)

Ripensando a tutto questo…scappa un sorriso tenero. Qualcuno ogni tanto mi chiede “ma…è passato così?”...certe cose non passano. Cambiano. La consapevolezza ha il suo peso. E sì, io adesso sono tranquilla. Senza pretendere che tutti capiscano quell’amarezza, quella tenerezza, quel prendere le distanze, e quello stringermi in un abbraccio. Perché semplicemente…adesso va così. Le braccia non stringono più così forte da far male.

E se parlo e scrivo “senza farmi capire” è perché non mi interessa farmi capire da tutti. Sono una “razionale contorta”, qualcuno diceva così. Sorriso …ma è contraddizione anche questa! Perchè…non ho voglia di giudizi.

Se adesso ho voglia di dire un SI o un NO, ho voglia di dirlo per me. Sbaglio? E allora? Ho voglia di sbagliare. E se ho voglia di ridere un giorno e piangere altri 364, o viceversa, ho voglia di farlo per me. Magari anche pentendomene. Ma ho voglia di farlo per me. Anche perché…so che per 364 giorni, esistono 364 lampioni. Sorriso ...E tutto il resto…son solo chiacchiere inutili.

 

 

Forse mi trovo, forse non sono nemmeno lontano da me.

Forse ti trovo, per non cercarmi mai più.

Mai più.

 

Diceva Luciano.:)

 

 

 

 

 

 

 

 

October 28

28 ottobre

Sono di nuovo qui, a riempire un’altra pagina di questo “diario” virtuale.

Novembre. Fra pochi giorni. Due mesi di scuola volati, fra assemblee, proteste contro la riforma, noiose ore sui banchi rese più sopportabili grazie alle mie compagne, qualche “punta di veleno”, e la riscoperta di qualcun altro…

Ho passato la mattina sul libro di storia…Fra i ricordi dell’unità d’Italia e i miei pensieri…Scribacchiando qua e là qualche frase sui post-it gialli… E sono tranquilla.

 

La malinconia del clima autunnale, il freddo della sera e il plaid di Dumbo, i Lifehouse che suggeriscono “…with a broken heart that’s still beating, in the pain is there is healing…”…e hanno ragione…C'è cura per tutto.

Mettersi sotto le coperte, l’ipod, un sorriso stupido prima di cena e una risata su delle insolite tesi, la voglia di un po’ di coccole.

“Mantenere le distanze”: Regola numero 1.

Ma chi se ne fotte delle regole. Hai voglia di urlare?Urla. Hai voglia di ridere?Ridi. Hai voglia di piangere?Piangi.

Ma Chiara tende sempre a frenarsi…

E mi arrabbio con me stessa. Perchè è un mese che prometto alla Cry una chiacchierata e non l’ho ancora mantenuta. Perché dovevo chiamare Emy e ancora non l’ho fatto. Perché loro li vedo troppo poco…e un sabato sera non basta per sentire i racconti della settimana di tutti. Perché Carlotta ha ragione quando mi scrive “..sei una stronza! Non ti fai più vedere!”. E perché Ste e Andre sono immersi nel freddo di quella città e il telefono non suona mai né per me, né per loro. Perché son due mesi che prometto a lei di rifare la promozione e ancora non l’ho rifatta.

Alle 5 vado all’ospedale…e ho un po’ d’ansia.

 

…E Garibaldi nel frattempo unificò l’Italia.

E sono quasi le 5.

Scappo.

 

 
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Ciao Chiara, grazie mille per il commento e per le tue belle parole...mi hanno davvero fatto tanto piacere. =) Ti voglio bene!
Dec. 9
Ale Bozziwrote:
Ohi Chiaretta..come stai? Non ci sentiamo da un sacco di tempo.. beh spero che stai bene.. Io, insommina, alti e bassi purtroppo..
Ti abbraccio forte..
Oct. 16
Sara Stadewrote:
..CHE DIRE CIARA!!!!!!!!si legge siara per chi non conoscesse la famosissima cantante r&b..comunque..nel club delle sfigate il posto onorario è il mio!!e tu conterai le presenze ok??e mi hai promesso che vieni a fare uno dei miei corsi ok? ti mando un baciotto la tua Donna Summer!!!! hot stufff...eli eli le jimmmbooooo..ahahah tanto io continuo a scriverlo così XD....UN BESO...
Sept. 1
celestewrote:
Adoro il tuo modo di scrivere, adoro il tuo modo di osservare in silenzio, il tuo sospirare stanca e rassegnata... e adoro la Chiara folle che scoppia a ridere quando si perde nei miei mille discorsi iniziati e mai finiti, la Chiara con la voglia di reagire e mandare a fanculo il mondo... la Chiara che guarda, ride, mi scambia un'occhiataccia e commenta senza pudore... e io dietro (saresti stata fedele compagna mia e della Franci a Riccione!) ...semplicemente ti voglio bene e sono fortunata ad averti con me... quest'estate... in viaggio, folli, cretine se necessario, ma senza sosta... ce lo meritiamo. Un abbraccio!!
June 14
Andrea wrote:
Sembra quasi una presa in giro lasciarti1commento adesso..Mi dispiace davvero Chiari.so un cretino lo so benissimo...spero sl ke1 giorno tornerà la tranquillità. volevo solo farti gli auguri x la patente...vai e spacca il mondo piccola chiari..io a parte tt ti voglio bene..
andre
Mar. 25